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giovedì 19 novembre 2009

Ilaria Alpi

Martedi Cinemafrica, festival cinematografico con film da e sull'Africa, ha proiettato al Cinema Perla di Bologna il film del 2003 "Ilaria Alpi, il più crudele dei giorni", con una splendida Giovanna Mezzogiorno nei panni di Ilaria Alpi e Radje Sherbedgia in quelli del suo cameraman Miran Hrovatin. Ma il film, molto interessante e a mio avviso fatto particolarmente bene, ha rappresentato solo una metà dell'incontro di martedi. Dopo la proiezione, infatti, il presidente del premio Ilaria Alpi ha parlato in modo accurato di tutto quello che è successo dopo la morte dei due giornalisti, dei processi truccati, della commissione d'inchiesta presieduta dall'avv. Taormina, e di tutto quello che c'è ancora in Somalia, come i bidoni di rifiuti tossici sotto una inutile strada costruita con i soldi della Cooperazione Italiana.
Davvero una serata interessata, che lascia un pò l'amaro in bocca, ma allo stesso tempo da una grande energia e voglio di fare...

mercoledì 21 ottobre 2009

All the lonely people (maybe Eleanor Rigby)

Cercavo il testo di questa canzone e ne ho trovati molti diversi. Questo mi sembra uno dei più attendibili, anche se potrebbe essere sbagliato.
In ogni caso, voglio mettermi alla ricerca del senso di questa canzone dei Beatles.

Ah, look at all the lonely people!
Ah, look at all the lonely people!

Eleanor Rigby picks up the rice in the church where a wedding has been
Lives in a dream
Waits at the window, wearing the face that she keeps in a jar by the door
Who is it for?

All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?

Father McKenzie writing the words of a sermon that no one will hear
No one comes near.
Look at him working. Darning his socks in the night when there's nobody there
What does he care ?

All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?

Eleanor Rigby died in the church and was buried along with her name
Nobody came
Father McKenzie wiping the dirt from his hands as he walks from the grave
No one was saved.

All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong ?

mercoledì 14 ottobre 2009

Passeggiando tra Julia e Galimberti


Oggi ho letto uno dei numeri più belli di Julia, la criminologa di Berardi. Tra quelli letti fino ad ora, questo è l'unico in cui la bella protagonista si dispera, piange, urla, e va sotto shock. L'argomento è quello dei giovani che fanno gesti assurdi, in questo caso prendono dei fucili, pistole, mitra, con l'obiettivo di fare una strage in una scuola (stile purtroppo Columbine), e poi invece si sparano tra di loro uccidendosi. In tutto questo, Berardi ha scelto come "sottofondo" una lettera di Galimberti scritta ai ragazzi che gettavano le pietre dai cavalcavia. Il tutto, ha prodotto in me una inquietante ma piacevole passeggiata tra Julia e Galimberti, alla scoperta di questi tanto acclamati giovani, e di tutto quello che si portano sul groppone nell'età più delicata.
Riprendo da Julia le parole di Galimberti:

"Non capita sempre, ma nel vostro caso vi hanno identificato e questa è una buona notizia, non perchè le autostrade saranno più sicure, e neppure perchè giustizia sarà fatta, ma perchè almeno si può cominciare a parlare con voi, che sembrate giovani fuori da ogni logica, e quindi da ogni possibilità di dialogo. Un dialogo collassato dal vostro gesto, che nessuna ragione della mente e del cuore riesce a spiegare. [...] Chi non incontra nessuna nella vita è difficile che capisca chi è l'altro. Il mondo degli oggetti in cui probabilmente siete cresciuti, dai giocattoli alla televisione, dalla televisione ad internet, da internet ai videogiochi, non vi ha fatto capire la differenza tra le cose e gli uomini, e, come le macchine sullo schermo dei videogame, anche le macchine che corrono sulle strade per voi non contengono nessuno".

Mi piace quest'analisi e il suo modo di capire e parlare ai giovani. Chiudo con un altro pezzo di Galimberti, più positivo.

“La vita non mi ha disilluso. Di anno in anno la trovo sempre più ricca, più desiderabile e più misteriosa (…) La vita come mezzo di conoscenza. Con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma anche gioiosamente vivere e gioiosamente ridere”
(L'ospite inquietante, Galimberti)

domenica 11 ottobre 2009

Diamo inizio ad un nuovo viaggio...

E' un pò che ci pensavo... Un blog, un luogo, in cui scrivere pensieri, idee, immagini, e condividerle... I soliti social network non ti permettono di esprimere davvero chi sei e cosa pensi, si basano sul pettegolezzo, gruppi idioti e inutili, spazi limitati, che ti portano via dalla realtà di quello che sei e ti incanalano in un mondo preconfezionato. Resta comunque la voglia di comunicare con gli altri in modo più sano e trasparente, con l'aiuto della "rete", e di comunicare con se stessi, quasi sostituendo un blog con i classici diari da scrivere la sera... La differenza è che quello che si scrive è pubblico, e anche se non tiene conto della tanto agognata privacy, può essere inteso come un modo per parlare con se stessi tenendo conto degli altri, del fatto che si vive tra e con gli altri.
Questo è il senso di questo blog, o almeno lo è per me. Ho bisogno di scrivere, comunicare, esternare, condividere, anche se poi lo leggerò solo io!
E allora, inizio questo nuovo viaggio alla scoperta di me stessa tra e con gli altri...